L'ulivo scomparso - Parte II, Cap. 2 - Consiglio di famiglia

- Come mai sei tornata solo ieri, Mari?

- Mio padre era ancora in ferie ed è voluto restare al mare fino all’ultimo giorno.

- Ti sei divertita?

- Sì, c’erano parecchi bambini nelle ville vicino, così ho fatto amicizia e sono stata sempre in giro.

- E Antonio?

- Oh, acqua passata…

- Ma non ti durano niente!

- Che ci vuoi fare, sono una donna difficile!

- Sei solo matta, Marisa.

_ E a te come è andata?

- Anche io mi sono divertita, abbiamo visto dei posti bellissimi in Austria.

- Beati voi che fate questi viaggi. Noi d’estate andiamo sempre negli stessi posti. Mare, mare, mare.

- Sei nera come il carbone!

- Almeno quello.

- L’altro ieri mi è arrivata una cartolina di Francesco.

- Ehi!

- Dice che non si trasferiscono più.

- Che ti avevo detto?

- Mica era sicuro…

- Però non ti vedo molto contenta.

- Marisa, sono un po’ in pensiero per questa storia dell’ulivo.

- Non pensi che abbia ragione tuo padre?

- Senti, questo Vincenzo o come si chiama lui non risponde al telefono, magari non è in paese, è in ferie. Secondo me non è stato lui ma qualcuno che voleva rubare la legna.

- Come fai ad esserne così sicura?

- Adesso vedrai come hanno ridotto l’ulivo…

- Anna, mi sembra che ci sia qualcuno al trullo, il cancello è aperto.

- Forse mio padre si è deciso a venire a vedere.

- Però non c’è nessuna macchina.

- È strano.

- Guarda, c’è il catenaccio spezzato.

- Marisa, qui è venuto qualcuno a rubare!

- Oh, siamo sicure che non ci sia nessuno? Io ho paura ad entrare.

- Dai, scendi dalla bici, qui non c’è anima viva.

- Hanno sporcato di terreno tutto lo spiazzo.

- Sembrano le tracce di un trattore.

- La porta del trullo è chiusa.

- L’ulivo!

- Oh madonna, non c’è più!

- L’hanno finito di tagliare.

- Non c’è neanche il resto del tronco con le radici.

- È vero… l’hanno sradicato. Guarda che buca hanno lasciato.

- Ma perché?

- Quell’imbecille di mio padre! Glielo avevo detto io che non era affare di potatori. L’hanno rubato.

- Ma chi si ruba un albero?

- Che ne so… certo è che il mio ulivo non c’è più.

- Dai Anna, andiamo a casa tua.

***

Oggi è il giorno più brutto della mia vita. Ho solo voglia di piangere, ma piango, piango, e non mi passa. E più cercano di consolarmi, più mi fanno stare male. “Pianteremo un altro albero”, “in fin dei conti era solo un vecchio ulivo”... Sono proprio degli stupidi, tutti quanti, papà, mamma, Michele e anche Marisa.

Ma perché hanno rubato il mio ulivo? Perché proprio quello? Che se ne fanno di un albero? Hanno rovinato tutto, hanno distrutto la sede del club, il diario, i miei ricordi, nonno Felice… È come se me lo avessero portato via per la seconda volta, il nonno.

***

- Anna!

-…

- Dai, apri la porta.

-…

- Su tesoro, apri.

- Voglio stare da sola.

- Anna non fare così. Siamo tutti dispiaciuti per l’ulivo.

- Non è vero!

- Perché dici questo?

- Perché per voi è come se non fosse successo niente.

- Non è così, apri adesso.

Clack

- Vieni qui dalla mamma.

- Era l’albero del nonno…

- Lo so, e ammiro i tuoi sentimenti, ma non puoi stare tutto il tempo a piangere. Non serve.

- Uhm…

- Papà sta andando dai carabinieri a fare la denuncia.

- Davvero?

- Certo.

- Dici che possono ritrovarlo?

- Non lo so, perché non ci vai anche tu?

- Posso veramente?

- Sì, ma prima sciacquati un po’ il viso e datti una pettinata. Sembri la strega Nocciola!

- Mamma mia, è vero! Sono bruttissima.

- Sei bellissima, invece.

- Ti voglio bene, mamma.

- Anch’io, tanto.

***

 - Allora, le leggo la sua dichiarazione. “Io sottoscritto Filippo C., nato ad A. il ventitre febbraio mille novecento cinquantotto ed ivi residente in via Cristoforo Colombo numero ventuno, dichiaro che in data tre settembre duemila… venivo a rilevare la scomparsa di numero uno esemplare di ulivo secolare dal fondo di mia proprietà situato in Contrada Carbonelli, case sparse numero centoventicinque…

- Centotrentacinque.

- Uh, centotrentacinque. “Addì tre settembre eccetera eccetera”. Va bene?

- Sì sì.

- Allora può firmare.

- Ma cosa dice lei, ci sono possibilità di…

- Io non dico niente. Se vuole può parlare col comandante.

- Eh, magari, se fosse possibile.

- Comandante, faccio passare?

- Hhh.

- Prego, accomodatevi.

- Vieni, Anna.

- Dica.

- Buonasera comandante. Ho subito il furto di un vecchio ulivo…

- Era un ulivo secolare, papà!

- Sì, un ulivo molto antico, l’hanno sradicato e portato via.

- Eh, ormai in campagna qui è il far west. Rubano di tutto, alberi, pietre, tegole, pozzi.

- Ma portare via un albero grande come quello non è uno scherzo.

- Caro mio, i ladri di oggi sono super attrezzati, trattore, pala meccanica, gru, camion. In due ore di lavoro è tutto fatto.

- Ma voi sapete chi sono, questi banditi?

- Bella mia, se lo sapessimo li arresteremmo…

- Ma ci sono speranze di recuperare l’albero?

- Mah, se devo essere sincero, molto poche. Non li denunciano nemmeno più i furti di ulivi. Quando è successo il fatto?

- Tra sabato notte e stamattina.

- A quest’ora il vostro ulivo sarà su qualche TIR in autostrada, se non è stato già piantato in qualche bella villa del nord Italia.

- Ma allora?

- Avete fatto la denuncia all’appuntato?

- Sì, certo.

- Noi faremo le solite segnalazioni. Se salta fuori qualcosa vi chiameremo.

- Va bene, grazie. Buonasera.

- Buonasera.

***

- Come è andata alla caserma?

- Mah, sembra tutto inutile.

- Scusa, papà, ma se i carabinieri non riescono a combinare niente cosa facciamo noi, rinunciamo a cercare il nostro ulivo?

- Senti Anna, bisogna essere realisti, la probabilità che si possa recuperare quell’albero è praticamente zero.

- “Quell’albero”, per te è semplicemente un albero qualsiasi. Questo è il problema. Per me non è così, in quell’ulivo c’è…

- Anche per me è importante, ho tanti ricordi legati a quella pianta. Cosa credi, che mi faccia piacere vedere quella buca vuota dietro al trullo?

- E allora perché dai ragione ai carabinieri? Perché non lo cerchiamo noi l’ulivo?

- E come facciamo?

- Papà, esistono i computer, esiste Internet. Non siamo mica ai tempi del telegrafo.

- Cosa vuoi dire con questo, Michele? Parli sempre a sproposito.

- Sì, a sproposito… voglio dire che si possono cercare degli indizi in rete, si possono fare delle ricerche.

- Filippo, i ragazzi hanno ragione, perché dobbiamo rinunciare a priori a cercare di ritrovare l’ulivo?

- Oh, siete tutti d’accordo a fare gli Sherlock Holmes…

- Dai papi, per una volta che Michele mi vuole aiutare!

- Non voglio aiutare te, cocca. Ho solo detto che si possono fare delle ricerche, punto.

- Beh, adesso non fare l’antipatico. Dobbiamo metterci a caccia di questo ulivo, si o no?

- Sì, dai, se ci impegniamo tutti e quattro magari siamo più bravi dei carabinieri, vero mamma?

- Io ci sto.

- Io anche.

- Va bene, ma praticamente cosa si fa?

 
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